In aumento la spesa per cybersecurity aziendale

Questa non è certo la prima volta che parliamo di cybersecurity e di quanto sia diventata fondamentale per le imprese.

Non sono più solo i computer ad essere connessi ma una sempre maggiore quantità di apparati. Questo genera da una parte, una maggiore capacità produttiva e di controllo, dall’altra una maggiore esposizione ad attacchi che, indipendentemente dalla quantità di device connessi, sono in continuo aumento.

Secondo il New York Times, nel 2019 più di 200mila organizzazioni (inclusi ospedali e enti pubblici) sono state vittima di ransomware, (virus che prende in ostaggio i dati del computer), e molte aziende sono state costrette a chiudere.

Infatti, il 2019 ha segnato il picco massimo di tentativi di intrusione e l’aumento di quelle andate a buon fine, che però ha generato come effetto collaterale una maggiore sensibilità in merito a questo fenomeno.

Il mondo immateriale è come quello reale, ci sono tantissime brave persone ma anche i criminali non mancano, con l’unica differenza, e non è da poco, che quelli che agiscono lungo le connessioni internet possono a volte farlo senza che la vittima ne sia a conoscenza. Se ti rubano un oggetto te ne accorgi, se ti rubano un file, molto spesso no, poiché si prendono solo una copia e cancellano le tracce dell’effrazione.

Il dato positivo è che il 66% delle PMi e delle Enterprise sono pronte ad aumentare gli investimenti in sicurezza informatica, proprio dopo l’ondata di attacchi avvenuta nel 2019.

Secondo il report IT Security Economics di Kaspersky la spesa in sicurezza rispetto a quella generale dei reparti IT è rimasta invariata nel 2019 attestandosi al 23%, ma circa il 30% delle aziende prese in esame ha dichiarato di aver pianificato un aumento di investimenti nel 2020.

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“Sono ancora troppe le aziende esposte a enormi rischi per la propria sicurezza informatica. Investire in questo settore permette di essere sempre un passo avanti rispetto alle minacce informatiche in costante crescita. La sicurezza informatica deve essere un argomento più che rilevante per i manager a livello esecutivo”, dice Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky.

Un altro aspetto non trascurabile è dato dalla carenza di personale qualificato presente in loco e questa di solito si verifica nelle piccole realtà economiche, molto spesso però questa carenza non viene compensata con l’ausilio  dei servizi erogati da aziende specializzate a cui affidare il compito di gestire l’infrastruttura informatica.

Il risultato è quello di trovarsi completamente impreparati a gestire le emergenze.

Un dato molto allarmante è che il 52% degli incidenti fa capo a un comportamento incauto dei dipendenti.

Manca di fatto una cultura nel comportamento di molte persone nella normale operatività di lavoro. Banalmente molti trojan infettano l’intera rete aziendale partendo da una semplice email con un allegato che all’apparenza sembra essere inviato da un mittente conosciuto.

Bene quindi l’aumento di investimento nel settore sicurezza e ancor meglio se accompagnato da formazione del personale che ha accesso agli apparati connessi in rete.

Nel corso dello scorso anno anche noi abbiamo registrato svariati attacchi alle infrastrutture informatiche dei nostri clienti e, quelli che avevano optato per una svolta in stile cybersecurity, hanno subito danni molto limitati con ripristino dell’operatività in poche ore.

Purtroppo non si percepisce facilmente la propria vulnerabilità e spesso ci si accorge solo dopo aver subito un attacco. La prevenzione è l’arma vincente, anche economica per evitare di dover fermare l’azienda per giorni e soprattutto non perdere i dati: e pensare che ci sono molte realtà economiche che non fanno nemmeno un backup.

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Lionello Flamini - ERITEL

Lionello Flamini

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