Smart working e tecnologie per riappropriarsi dei luoghi in abbandono

L’Italia è il Paese dalle tante bellezze artistiche, culturali e paesaggistiche. È anche il Paese dei piccoli borghi, bellissimi ma che soffrono di un grave problema.

Non sono più attrattivi per abitarci.

La mancanza di lavoro, servizi e tecnologia, spinge sempre di più le persone a spostarsi nelle città. Certo questo fenomeno lo stiamo subendo dal dopoguerra e lo si dava per scontato, ora però c’è di nuovo un vero e proprio allarme da quando un dossier di Legambiente ha individuato in 2430 i comuni italiani a rischio spopolamento.

Fortunatamente ci sono le basi per una inversione di tendenza. Sono già diversi i casi di giovani che hanno lasciato la città per fondare un’impresa agricola, magari nei luoghi natii dei genitori, è necessario però che ci siano delle condizioni abilitanti.

Parlandone qui è chiaro che intendo che uno degli elementi fondamentali per un cambio di direzione sono le tecnologie digitali di cui qui in ERITEL ci occupiamo ogni giorno.

Una connessione dati è ormai importante quanto l’acqua corrente e l’elettricità, eppure i piccoli comuni a rischio estinzione hanno questi due servizi da sempre ma mancano di una connessione a internet efficiente, se non assente del tutto. Perfino la rete cellulare è deficitaria in molte zone come ha denunciato la scorsa estate l’UNCEM.

È questo, anche se non il solo ovviamente, uno dei grossi problemi dei piccoli borghi rurali, anche se finalmente qualcosa sta cambiando. Grazie al bando Infratel, si sta lavorando per portare la banda ultra larga anche nei luoghi definiti “a fallimento di mercato”, ovvero dove le compagnie telefoniche non hanno interesse a investire.

Inoltre, l’imminente implementazione della tecnologia 5G, grazie all’elevata capacità di banda, alla velocità di trasferimento e alle bassissime latenze farà di questa tipologia di trasmissione quella preferibile in molte situazioni.

Il settore agricolo è uno di quelli che può beneficiare dell’uso di tecnologie di telecomunicazione per realizzare la smart agricolture, che si compone di una serie di dispositivi in grado di gestire e monitorare il processo produttivo agricolo mediante l’uso di sensori per il terreno, il controllo della quantità di pioggia, il giusto dosaggio di irrigazione e l’uso di droni. Tutte soluzioni che richiedono come requisito fondamentale una connessione a internet efficiente e stabile.

Anche lo smart working è un’arma vincente anti spopolamento. Immaginate un giovane amante del suo territorio montano o collinare che è costretto a emigrare in città per poter facilmente raggiungere l’ufficio.

A lui bastano un collegamento a internet e un’azienda che promuova il lavoro agile. Un lavoro di ufficio può essere svolto da qualsiasi posto e produce benefici inimmaginabili.

La risorsa coinvolta può continuare a vivere in un posto incantevole, lontano da smog e rumore mentre all’azienda vengono risparmiati i costi connessi all’occupazione di spazio fisico all’interno del luogo di lavoro, al suo riscaldamento, raffrescamento e illuminazione.

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Quali sono i principali strumenti di cui si ha bisogno per lavorare da remoto?

  • Connessione a internet via cavo, via radio o cellulare, veloce, stabile, efficiente.
  • Uno o più computer.
  • Un’azienda che possieda un centralino telefonico digitale.

Sono solo questi gli elementi fondamentali e questo perché il centralino telefonico è connesso a Internet, offre innumerevoli strumenti di lavoro e sfruttando la tecnologia VoIP le sue funzioni possono essere utilizzate da remoto.

Infatti, l’utente può disporre di un telefono con numero aziendale direttamente nel pc (ma anche su un telefono fisso o smartphone), chattare con i colleghi per una comunicazione in tempo reale, avviare videoconferenze con altri collaboratori, ma anche con clienti o fornitori e senza che essi posseggano un sistema analogo.

È possibile anche poter visualizzare quali colleghi siano disponibili o assenti e anche dove sono localizzati.

In questo modo la lontananza dall’azienda è solo virtuale, e pensandoci bene, soprattutto nelle grandi imprese passano giorni in cui i colleghi non si incontrano mai, alla fine la differenza è solo una percezione.

Unica mancanza del lavoro da remoto è l’impossibilità di prendere il caffè insieme, ma chissà, il futuro può rivelarci sorprese.

Le persone amano vivere nei luoghi che più gli appartengono e cambiare residenza è sempre un trauma, soprattutto quando a spostarsi è un’intera famiglia, dove a volte sorgono incompatibilità tra coniugi, con lavori ubicati in città diverse.

Le tecnologie a disposizione posso innescare un’inversione di tendenza, portando il lavoro nei luoghi di residenza, e non il contrario come si è fatto fino ad ora.

L’agricoltura, gli allevamenti e il turismo possono beneficiare delle tecnologie di telecomunicazione per favorire lo sviluppo di zone destinate fino ad oggi a un lento e inesorabile declino. Anche le persone non coinvolte in questi settori possono lavorare per qualsiasi azienda senza dover trasferirsi e riportare finalmente a nuova vita tutti quegli incantevoli borghi di cui l’Italia è ricca.

La tecnologia, se usata bene, può cambiare la vita in meglio.

Come rendere l’azienda pronta per lo smart working?

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Lionello Flamini - ERITEL

Lionello Flamini

Marketing Communications