Risolvere problemi a partire da un’analisi preliminare

Si usano sempre più spesso dispositivi che accedono alla rete in modalità wireless. Questo perché è molto comodo e a volte è l’unico modo possibile e più economico.  

Gli smartphone sono l’esempio più classico ma anche notebook, preferiti molte volte agli statici desktop, che anche se usati su una scrivania connessi a un monitor più grande, sono collocati in ambienti dove non è stata prevista una adeguata cablatura per il collegamento fisico alla rete. Per non parlare poi delle stampanti che tramite un collegamento WiFi possiamo collocare ovunque ci sia una presa di corrente. 

Un altro esempio è la possibilità, con un computer portatile, di lavorare anche in zone dell’azienda diverse da quelle abituali, come ad esempio la scrivania di un collega o in una huddle room o stanza riunioni classica. 

Può quindi capitare che siano veramente tanti agli apparati connessi in modalità wireless e che qualcosa inizi a non funzionare più bene. 

Racconto una storia vera. 

Un’azienda ci contatta perché la sua connessione a internet non è abbastanza performante, continui distacchirallentamenti e la sensazione che la banda prevista dal proprio contratto non sia più sufficiente agli usi giornalieri. 

Inviamo quindi un nostro tecnico per un check-up al fine di capire e risolvere il problema. 

La cosa più semplice sarebbe stata quella di proporre il nostro operatore telefonico di fiducia e più banda di quella prevista ora.  

Non avremmo risolto nulla e il cliente sarebbe rimasto con gli stessi problemi. 

Infatti il mio collega ha messo in atto un’attività di monitoraggio capillare della rete per conoscere quanti apparati si collegano ogni giorno, quanto traffico viene generato, quali sono i picchi di banda richiesti e per quali usi. 

Questa analisi, durata un mese (pochi giorni non sono significativi al fine di un lavoro approfondito) ha permesso di verificare che il problema non era nella connessione a internet ma nel modo in cui gli apparati si collegano alla rete interna. 

Per funzionare un qualsiasi dispositivo WiFi ha bisogno di qualcosa a cui agganciarsi (Access point) ed è lì che è stato individuato l’origine del malfunzionamento. Pochi punti di accesso, mal collocati e di bassa qualità. 

Come è stato risolto il problema? 

  • Sostituiti i punti di accesso wireless con modelli di qualità più elevata 
  • Aggiunta di altri punti wireless in funzione delle zone dell’azienda che erano poco coperte o con numero elevato di dispositivi 
  • Bilanciamento della banda utilizzata in base alle priorità richieste 

In questo modo un’azienda che per necessità usa prevalentemente apparati wireless ha potuto riprendere a lavorare al 100% e senza aver bisogno di cambiare fornitore di accesso. 

Il modo migliore per risolvere un problema parte sempre da un’analisi preliminare, non ci si può fidare solo delle apparenze o all’esperienza. I dati sono l’oro dei nostri tempi ed è proprio acquisendo dati che si riesce a trovare la giusta soluzione. 

Le aziende hanno bisogno delle migliori tecnologie per evolversi ed essere le protagoniste sul mercato. In ERITEL mettiamo sempre una tecnologia a tua disposizione per aumentare i margini della tua impresa.

Lionello Flamini - ERITEL

Lionello Flamini

Marketing Communications