Il 5G promette di trasformare comunicazione e processi industriali, ma a che punto siamo davvero in Italia e in Europa? Tra copertura e diffusione dello Standalone e reti private, analizzato i progressi compiuti e le sfide ancora aperte.
Dopo una prima fase incentrata sulla disponibilità della tecnologia 5G sul territorio e la crescita dei dispositivi compatibili, oggi l’attenzione si sposta sulla reale qualità dell’esperienza offerta dalle reti 5G Standalone.
È proprio sulla tecnologia Standalone che si gioca il futuro della connettività mobile capace di essere efficace sulle applicazioni industriali. Per gli operatori, la sfida sarà trasformare gli investimenti in nuovi ricavi.
Lo stato dell’arte del 5G in Italia
Il nostro Paese è in una situazione particolare. Per quanto riguarda la copertura dichiarata siamo tra le più alte in Europa. Diversa è la situazione per quanto riguarda l’effettiva adozione dello standard 5G, la disponibilità della versione Standalone e la capacità di monetizzare i servizi offerti.
In altre parole, l’Italia ha costruito una buona base infrastrutturale, ma lo sviluppo del 5G procede più lentamente rispetto ai principali mercati internazionali e deve ancora dimostrare di saper sfruttare pienamente il potenziale economico di questa tecnologia.
I dati sulla diffusione del 5G in Italia
L’AGCOM nella sua relazione annuale riporta che nel 2025 la copertura 5G in Italia ha raggiunto complessivamente il 99,8% della popolazione. Un più 0,3% rispetto all’anno precedente.
Il dato è ancora più significativo se si considerano le aree meno popolate. Nelle zone rurali, nel 2024, la copertura 5G raggiungeva il 99,1%, mentre la media europea si attestava al 79,58%.
Questi numeri posizionano l’Italia tra i Paesi europei con la maggiore disponibilità potenziale del 5G. I dati, però, devono essere letti con attenzione: le metriche di copertura si riferiscono alla popolazione raggiunta dal segnale, ma il dato comprende anche le reti 5G non Standalone che spesso sono basate su infrastrutture 4G già esistenti.
Non si tratta di un falso 5G, ma di una tecnologia che non offre tutti i vantaggi dello Standalone.
Non Standalone vs Standalone
La maggior parte delle reti europee in 5G è stata inizialmente realizzata secondo il modello Non Standalone (NSA).
Questo comporta che:
- La parte radio utilizza il 5G
- Il core network in larga misura è basato sul 4G
- Il passaggio al 5G è più rapido e meno costoso
- Alcune funzionalità avanzate del 5G non sono pienamente disponibili
In definitiva, il 5G NSA consente di offrire velocità superiori al 4G e maggiori capacità, ma non si tratta della versione completa di questa tecnologia.
Nel modello Standalone (SA), viene utilizzata una rete radio 5G collegata a un core nativo. Questa è l’architettura necessaria per sfruttare appieno funzionalità come:
- Network slicing
- Minore latenza
- Gestione avanzata della qualità del servizio
- Automazione della rete
- Supporto a servizi industriali critici
- Integrazione più stretta con edge computing e cloud
- Connessioni massive per l’Internet of Things
Anche in Europa il 5G Standalone è ancora in una fase iniziale. Nel 2025 solamente il 2% degli utenti 5G risultava collegato a infrastrutture Standalone: un dato che evidenzia la lentezza della transizione.
In Italia, l’offerta SA si sviluppa soprattutto attraverso soluzioni destinate alle imprese e alla pubblica amministrazione.
L’adozione da parte degli utenti
Sebbene la copertura italiana sia molto elevata, diverso è il discorso per quanto riguarda il tempo realmente trascorso sulle reti 5G.
Alla fine del 2024, in Europa il 5G rappresentava il 30% delle connessioni mobili, pari a 200 milioni, mentre in Italia la situazione era diversa. Nel 2024, secondo le stime di GSMA, era circa il 28% del mix tecnologico mentre il 4G manteneva una quota prevalente.
I Paesi con il più alto tasso di adozione includevano Danimarca, Finlandia, Germania, Norvegia, Svizzera e Regno Unito, tutti con oltre il 40%. La buona notizia è che per il 2030 la quota italiana di adozione è prevista all’86%.
Questi dati dimostrano la gradualità del passaggio dal 4G al 5G. Per molti anni un ruolo importante continuerà ad averlo il 4G, soprattutto nelle aree in cui il 5G viene utilizzato per la copertura. Le reti 5G saranno diffuse soprattutto nelle aree urbane, nei distretti industriali, presso le grandi infrastrutture e nei luoghi caratterizzati da un’elevata densità di traffico.
Le reti private 5G
Le reti private 5G sono infrastrutture dedicate a singole aziende, siti produttivi o organizzazioni. Possono essere completamente isolate oppure integrate con la rete pubblica dell’operatore.
Esse, trovano applicazione in porti e aeroporti, centri logistici e magazzini, robot mobili, veicoli autonomi, strutture sanitarie, agricoltura di precisione e sistemi di videosorveglianza.
Tra i principali vantaggi troviamo:
- Maggiore controllo del traffico
- Gestione delle priorità
- Sicurezza e segmentazione
- Bassa latenza
- Funzionamento in ambienti industriali complessi
- Integrazione con sensori e sistemi di automazione
- Possibilità di definire livelli di servizio specifici
Il futuro del 5G italiano
L’Italia parte da una posizione favorevole dal punto di vista della copertura, tra le più avanzate d’Europa. La qualità e l’adozione reale variano invece in base alla larghezza di banda disponibile, al dispositivo utilizzato, alla congestione della rete e all’area geografica.
Le principali opportunità future del 5G riguarderanno soprattutto le imprese e l’industria, grazie alle reti private, alla connettività FWA, all’IoT, all’edge computing e all’automazione.
Domande frequenti sul 5G in Italia e in Europa
Nel 2025, la copertura 5G raggiungeva il 99,8% della popolazione italiana. Nelle aree rurali, nel 2024, era pari al 99,1%.
Il 5G NSA utilizza in gran parte l’infrastruttura 4G esistente. Il 5G Standalone impiega invece un’architettura nativa 5G, abilitando funzionalità più avanzate.
Nel 2025, solo il 2% degli utenti 5G europei risultava connesso a reti Standalone, nonostante il potenziale di questa tecnologia.
Il 5G può supportare automazione industriale, robot mobili, logistica, agricoltura di precisione e applicazioni IoT, migliorando il controllo e la gestione dei processi.
Sono reti dedicate a singole aziende, stabilimenti o organizzazioni. Possono essere isolate oppure integrate con la rete pubblica dell’operatore e adattate alle esigenze operative.
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