L’acqua di Chiara Ferragni a 8 euro e le telecomunicazioni

2018-10-11T08:37:27+00:00Connettività Dati|
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Come entrare a gamba tesa nel mercato.

L’argomento del momento che spopola in ogni dove è la bottiglietta di acqua Evian in edizione limitata e personalizzata dalla famosa blogger Chiara Ferragni.

Provo a spiegare cosa gira intorno a questa “notizia” e cosa c’entra con il mondo delle telecomunicazioni, altrimenti non sarei qui a parlarne.

Bisogna fare innanzitutto una precisazione che pochi forse conoscono. L’acqua “incriminata” è in vendita da circa un anno, senza che la massa delle persone ne fosse a conoscenza.
A un certo punto, guarda caso, è cominciata a girare sui social una foto della bottiglietta con ben evidenziato il prezzo di 8€.

Da li è partito il polverone.

C’è da dire che la Evian è una azienda che da sempre vende acqua nel segmento premium e non è mai costata come una normale bottiglia da 75cl che troviamo al supermercato. In passato ha stretto collaborazioni con altri personaggi influenti e ne vanno pazzi i ricchi di Hollywood.

Qualcuno si scandalizza per il costo stratosferico, altri per il fatto che pare le abbiano vendute tutte.
Eppure, lo scopo, almeno per la Ferragni, non è certo quello di vendere l’acqua, lo scopo è far parlare di se, proprio come il recente, fastoso, e un pò trash matrimonio con Fedez.

Chiara Ferragni è stata nominata da Forbes come l’influencer di moda più importante al mondo, quindi più gente la segue, più lei guadagna.

Non stupirebbe se a far girare le foto sui social sia stato lo staff di Chiara, visto che Evian vende normalmente le sue bottiglie a 7€ e a 8 quelle a edizione limitata. Se l’acqua Ferragni fosse stata venduta a prezzo umano e commercializzata da un’azienda “normale”, quanti ne avrebbero parlato?

In questo modo invece è sulla bocca di tutti, sui social, sui giornali, in TV, Quale migliore visibilità?

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Ecco, lo scopo è proprio questo, tipico del marketing, far parlare di se, far girare il nome, farsi conoscere da tutti per incrementare il proprio business. non importa come, basta che se ne parli. Infatti, tutto sommato sto contribuendo anche io.

Ora però, cosa c’entra tutto questo con le telecomunicazioni?

Diffondere il marchio, metterlo sulla bocca di tutti, e incentivare l’acquisto limitando le disponibilità, questo è lo scopo comune, anche nel nostro settore.

Prendiamo Iliad, l’ultimo arrivato in un mercato super saturo da anni. Come poteva un nuovo gestore di telefonia sfondare in un mercato consolidato?

Qualcuno forse ricorda la triste avventura di Blu, un gestore di telefonia che si presentò come quarto operatore di telefonia mobile nel Maggio del 2000 supportato da grossi calibri come Autostrade, Mediaset, Caltagirone.
Blu partì con una rete mobile minima, e prezzi per niente concorrenziali. In realtà ci furono anche altri problemi legati alla gara per frequenze UMTS che non sto a spiegare qui.

Quello che invece voglio dire è che BLU non avrebbe mai avuto il successo di Iliad per un semplice motivo.
Non aveva niente di eclatante per scardinare il mercato.

Iliad invece lo fa con un’offerta al ribasso che spacca gli equilibri. 5,99€ per minuti e sms illimitati e 30 giga per internet offerto al primo milione di clienti.

In pochi giorni, si è conquistata la presenza su tutti i siti, blog, social, giornali e TV.

Quante persone avrebbero saputo della presenza di Iliad se non fosse entrata a gamba tesa nel mercato? Quanto avrebbe dovuto investire in poderose campagne pubblicitarie dal ritorno dubbio, senza un elemento disruptive?

Questo operatore, che ha fatto la stessa cosa in Francia dove nasce, ha fatto anche di più della Ferragni, già conosciuta di suo:

In Italia è partito da zero.

I più esigenti poi, si sono ricreduti, poiché la rete di Iliad, non è molto performante e, merito delle controfferte degli altri operatori, stanno ritornando ai vecchi amori.

Nel mondo della telefonia aziendale le cose non sono poi molto diverse, ma presentano vincoli contrattuali da cui non si può recedere senza pagarne le conseguenze. Seguire l’offerta strepitosa del momento, non è la politica giusta per una azienda.

Le telecomunicazioni, sono il cardine del buon funzionamento di una attività imprenditoriale, è quindi buona norma capire bene cosa ci viene offerto, senza guardare solo al prezzo e mirare soprattutto alla qualità.

Il suggerimento è sempre lo stesso, affidarsi solo a chi opera nel B2B, che investe in tecnologia e assistenza e non in pubblicità e offerte fuori mercato.

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Se proprio dobbiamo risparmiare in azienda, facciamolo sull’acqua minerale, che ne dite?

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