L’Italia guida la crescita europea dei data center: investimenti record, nuovi poli e benefici per economia, lavoro e sostenibilità. Una trasformazione strategica con importanti sfide sul fronte energetico e infrastrutturale.
Buone notizie sul fronte dei data center sul territorio italiano. Il Paese sta vivendo una grande espansione che ci posiziona come snodo strategico dell’economia digitale europea e mediterranea.
Nel 2024 la potenza installata ha raggiunto i 287 MW, con un incremento annuo del 6%. Ci si aspetta inoltre un’accelerazione degli investimenti, che potrebbero sfiorare i 22 miliardi di euro nei prossimi 3 anni. Le previsioni di crescita superano il 600% di potenza installata entro il 2031.
Novità e sviluppi dei data center in Italia
L’esplosione della richiesta di calcolo ha generato un volano di investimenti nei data center. Secondo l’Italian Data Center Association (IDA) la potenza installata tra il 2025 e il 2026 supererà tutta quella già presente.
Una crescita esponenziale, dovuta anche alla domanda di potenza di settori come l’intelligenza artificiale generativa e dai cloud provider.
Le aziende coinvolte stanno decentralizzando le loro operazioni dagli hub tradizionali europei (Berlino, Amsterdam, Francoforte), verso mercati come il nostro che presenta meno saturazione.
La densità di potenza nelle infrastrutture sta aumentando significativamente. Si registrano richieste crescenti di armadi rack sempre più performanti per supportare carichi di intelligenza artificiale.
I campus hyperscale stanno rapidamente sostituendo i tradizionali data center enterprise di medie dimensioni, definendo un nuovo standard di mercato
Progetti in costruzione e in via di definizione
Il panorama degli investimenti è imponente. Sono in corso lavori di costruzione per 343MW mentre altri 1.684 MW sono già stati pianificati. Inoltre, sono previsti ulteriori centinaia di MW per progetti futuri ad alto potenziale, ma ancora da confermare. In totale, la pipeline supera i 2.000 MW, ovvero oltre sette volte la capacità attuale.
Il baricentro della crescita dei data center in Italia rimane Milano. Infatti, la sua provincia ospita 58 dei 169 data center totali. 238MW di potenza che fa registrare un incremento del 34% nel 2024.
Progetti in corso
Tra i progetti in corso nel nostro Paese troviamo:
- Apto Campus a Lacchiarella, il più grande campus data center d’Italia, ospiterà cinque data center per carichi di lavoro ad alta densità. L’investimento di 3 miliardi di euro genererà vantaggi ambientali.
- Data4 investirà 500 milioni di euro per costruire quattro data center a Vittuone, con una potenza totale di 100 MW, il primo operativo nel 2027. L’investimento complessivo in Italia sarà di 1 miliardo di euro entro il 2029.
- Vantage Data Centers investirà 350 milioni di euro per due data center a Milano, con capacità IT di 32 MW, operativi dal 2026. L’investimento complessivo sarà di 4 miliardi di euro in otto anni, creando 250 posti di lavoro.
- Equinix – Espansione Nazionale – Equinix gestisce il primo data center carrier-neutral di Genova (GN1), che funge da hub strategico per i cavi sottomarini “2Africa”. Genova sta emergendo come crocevia digitale cruciale, con accesso a interconnessioni internazionali verso Africa, Medio Oriente e Asia
- Aruba investe 300 milioni di euro per un campus a Roma con 5 data center da 6 MW ciascuno, per un totale di 30 MW. Il primo data center è stato inaugurato nel 2024 e rappresenta il bilanciamento della concentrazione milanese con uno sviluppo geografico verso il centro-sud.
Altri progetti coinvolgono TIM, Stack Infrastructure e altri.
I vantaggi di avere data center in Italia
Avere data center collocati sul territorio italiano non è solo una questione tecnologica. Uno dei vantaggi principali è dato dalla possibilità di avere fisicamente i dati geograficamente vicini. Questo, diminuisce la latenza, ovvero il tempo necessario affinché un dato viaggi dal server al dispositivo dell’utente.
Ad esempio, un data center collocato sul territorio italiano offre latenze di 5-15 millisecondi, mentre data center in altre regioni europee generano latenze di 30-50 ms, e strutture extra-UE raggiungono i 100-200 ms.
Altro vantaggio è dato dalla sovranità dei dati e la loro conformità alle direttive europee. I dati archiviati in Italia, infatti, rimangono sotto giurisdizione nazionale ed europea. In questo modo le informazioni vengono protette da possibili richieste da autorità straniere e garantiscono piena conformità al GDPR.
Per settori sensibili come sanità, finanza e pubblica amministrazione, questa è una garanzia critica di continuità operativa.
Ma i vantaggi non finiscono qui. Tra quelli da evidenziare possiamo aggiungere:
- Benefici economici e occupazionali – I data center impiegano già 1.200 professionisti, numero destinato a crescere a 6.000 entro il 2029. Gli investimenti in costruzione generano occupazione indiretta in vari setto
- Riduzione delle emissioni di CO₂ – Data center sviluppati con criteri di sostenibilità potrebbero evitare 6 milioni di tonnellate di CO₂ e riscaldare 800.000 famiglie.
- Posizionamento geopolitico e connettività mediterranea – La posizione dell’Italia nel Mediterraneo, con accesso a cavi sottomarini di capacità crescente che collegano Europa, Africa e Asia, rende il Paese un gateway naturale per il traffico dati intercontinentale.
- Impatto sul PIL nazionale – Gli investimenti in data center contribuiscono a milioni di euro sul PIL generando migliaia di posti di lavoro.
Il problema della sostenibilità della rete elettrica
L’aumento esponenziale dei data center in Italia mette in luce anche un aspetto negativo: la richiesta di energia elettrica.
Secondo Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, a giugno 2025 le richieste di connessione hanno raggiunto i 50GW. L’incremento sul precedente trimestre si attesta a +20%.
Sono numeri impressionanti, come riportato da Giulia Scerrato di Principal Boston Consulting Group, considerando che “il massimo picco di capacità del sistema elettrico, raggiunto a luglio con le necessità di climatizzazione, è stato di 56 GW.
Quindi, se tutte queste richieste di connessione si traducessero in concreti investimenti, l’attuale capacità di generazione del sistema elettrico nazionale dovrebbe raddoppiare. Ad oggi, questo scenario non è realistico né sostenibile.
Investimenti, energia e territorio: le sfide della nuova infrastruttura digitale italiana
È in corso una importante trasformazione infrastrutturale nel mercato dei data center in Italia. Non solo una crescita quantitativa di capacità digitale ma la costruzione di un ecosistema che pone il nostro Paese come snodo fondamentale della sovranità digitale europea.
Massicci investimenti privati e infrastrutture pubbliche, assieme alla posizione mediterranea, crea le condizioni per una importante crescita strutturale.
Le principali sfide – gestione del carico energetico, pianificazione della rete elettrica e coordinamento territoriale – sono ostacoli da superare trasformandoli in opportunità di sostenibilità digitale.
L’Italia ha l’occasione storica di costruire data center non solo più numerosi, ma più efficienti, resilienti e integrati nel tessuto economico e ambientale del Paese.
Faq sui data center italiani
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